BIODINAMICA CRANIO SACRALE

Cenni storici:

Nacque dalle intuizioni del Dottore e Osteopata W. G. Sutherland, che agli inizi del '900 scoprì un movimento involontario delle ossa del cranio in collegamento con quelle del sacro, che gli consentirono di  apportare tecniche aggiuntive all’osteopatia classica. Negli ultimi vent’anni le conoscenze della Biodinamica Craniosacrale si sono notevolmente sviluppate rispetto alle pionieristiche intuizioni di Sutherland grazie ai dottori Rollin Becker, James Jealous e Franklyn Sills hanno individuato, dopo anni di studio ed esperienze cliniche, diversi movimenti ritmici nel corpo, fluttuazioni sottili che possono alterarsi e ridursi in seguito a traumi e malattie. L’ascolto manuale di questi ritmi può facilitare il ripristino del loro movimento naturale e fisiologico, una  forza di salute nell’organismo che agisce indipendentemente dall’ intervento dell’operatore. L’attenzione si sposta dalla malattia alla salute.

Cosa è:

È l’ultima tecnica nata dall’osteopatia. Un approccio manuale, sottile, che assiste la naturale capacità di auto-regolazione e auto-guarigione del corpo. Si basa quindi su una profonda conoscenza dell’anatomia e su una capacità di contatto molto raffinata. l’operatore facilita un fisiologico processo di rilascio nell’area della disfunzione, agendo sul naturale flusso del liquido cefalorachidiano (Respirazione Primaria) che circola all’interno del sistema nervoso. La tecnica si è nel tempo polarizzata in due modelli di ascolto distinti ma interconnessi:  uno è il modello biomeccanico, l’altro quello biodinamico.

L’approccio biomeccanico è caratterizzato dall’ascolto del Ritmo Cranio Sacrale (impulso superficiale), da un punto di vista maggiormente strutturale, per cercare di individuare le anomalie del sistema e poi ripristinarle.

L’approccio biodinamico si rivolge più alla percezione della Quiete Dinamica e ai suoi effetti sulla Marea Lunga e sulla Marea Media: ritmi più lenti e profondi, che organizzano il ritmo più superficiale e sono portatori di un’intenzione innata alla salute. Questi ritmi si manifestano sin dalla fase embrionale, accompagnando lo sviluppo e l’organizzazione dell’essere umano in un progetto di salute.

A cosa serve:

Il corpo ha la capacità di mantenere meccanismi compensatori per rispondere a traumi e malattie secondo diverse potenze. Restrizioni, blocchi o disfunzioni vengono manifestati come disturbi del ritmo e della simmetria del sistema Craniosacrale. L’applicazione di questa terapia spazia da problemi strutturali a quelli viscerali. Le zone cervicale e lombare sono le più colpite da infiammazioni e tensioni; il trattamento riporta distensione vertebrale, sfiamma la parte e migliora la microcircolazione sanguinea e linfatica così da”liberare”il movimento. Lo stesso principio è applicabile a dolori alle ginocchia, spalle, anche, tunnel carpale, gomito, piedi e indicativamente a tutte le zone muscolo tendinee. Nel campo viscerale vengono inserite le cefalee, dolori mestruali, reflusso-gastroesofageo, colite, tensioni diaframmatiche e il classico “mal di pancia”. La Biodinamica è funzionale anche al trattamento di depressione, ansie e attacchi di panico. Il trattamento può facilitare la risoluzione di eventi passati che si erano impressi nella memoria cellulare dell’organismo e promuove un profondo rilassamento. Le sedute di Biodinamica Craniosacrale sono delicate e rispettose della persona tanto da essere adatte anche al lavoro con i neonati, i bambini e gli anziani.

 

“L’Obiettivo primario di ogni terapeuta consiste nel trovare la salute nell’individuo.
Tutti sono in grado di trovare la malattia”.
(Dr. A.Still)

Per maggiori informazioni:

www.aibic.it

www.andreaziveri.it